Quando lo spazio è limitato, i pensieri sbattono su i muri, spegnere la luce è l'unico modo per perdere lo spazio... Poi un cane divora sogni ti riporterà alla realtà.


Dream ON/ Dream OFF

“Mezzagalera” ex carcere mandamentale di Montefiascone - agosto 2016

L’ opera cerca di mettere in evidenza i due spazi della mente di un uomo, quello diurno e quello notturno all’interno di una situazione di costrizione e di clausura.

Chi entra all’interno della cella/opera si ritrova in un vortice di colore vivace e prepotente che lo investe e lo stringe in uno spazio, già scomodo, dove l’occhio e la mente non trovano mai la pace, un non luogo, fatto di quattro angoli e un soffitto, pieno di pensieri… Dream Off;

si spegne la luce e nel “Dream On” i colori si perdono, appaiono le stelle e quel vortice  prepotente diventa una galassia che toglie la profondità all’ambiente, si crea lo spazio fisico/mentale dove questo non esiste e l’occhio riesce a percepire una profondità che di fatto non c’è.

La notte dura poco, prima o poi il “Divorasogni” (in questo caso un veloce levriero), buono o cattivo che sia,  arriverà a strapparci dal sogno…


Dream On/Dream Off

Foto di Giovanni De Angelis

intervento per MEZZA GALERA_ ex carcere mandamentale di Montefiascone
ArteLiberaTutti edizione 2016 - Montefiascone 2-17 agosto 2016

MEZZA GALERA

artisti in resilienza

un progetto di Giorgio de Finis

realizzato in collaborazione con ArteLiberaTutti
[Marinella Breccola, Carmine Leta, Saskia Menting,
Francesco Marzetti, Martapesta, Regula Zwicky]


In cella: Francesco Bancheri, Arianna Bonamore, Mauro Cuppone, Giovanni de Angelis, Giorgio de Finis, Massimo De Giovanni, Santino Drago, Martin Figura, Piotr Hanzelewicz, Hans Hermann Koopmann, Andrea Lanini, Paola Romoli Venturi, Samuele Vesuvio.

Performance: Giffo L'Ombroso Partico, Paola Romoli Venturi.

13 artisti sono invitati nell’ex carcere di Montefiascone a realizzare la loro cella. Come uno spazio mentale e a viverlo per 7 giorni in regime di limitazione della libertà.

Ciascun artista in resilienza trascorrerà la giornata rinchiuso nei suoi 8 mq circa, che lascerà solo per l’ora d’aria e il momento dei pasti, che saranno consumati in comune. Vietati telefono e connessione Web; il solo contatto con il mondo esterno sarà costituito dalla visita in parlatorio. I colloqui saranno concessi, senza limitazione di tempo e numero, a parenti, amici ma anche al pubblico, che per la prima settimana non avrà accesso all’edificio, ma potrà incontrare gli artisti.

La mostra sarà visitabile solo a partire dall’ottavo giorno, quando i 13 ospiti lasceranno il carcere e le stanze verranno aperte. Le stanze sono le opere in mostra, ciascuna pensata, arredata e abitata dall’artista - che nell’immaginarla e nel realizzarla avrà dovuto risolvere la questione della doppia natura degli oggetti introdotti, al tempo stesso funzionali e rappresentazione (del sé, come artista e/o come recluso), e ai quali si saranno aggiunti i manufatti artistici prodotti nei 7 giorni di prigionia (questi ultimi possono essere realizzati come anche no; nulla vieta che un artista decida, una volta insediatosi nella sua cella, di aspettare pazientemente lo scorrere dei giorni ingannando il tempo).


foto di Giovanni De Angelis

DreamOff

DreamOn