LATEST NEWS

Dicembre 2017

Mostra personale POP RELIQUIA - GALLERIA CURVA PURA ROMA  


Ottobre/Dicembre 2017

Venerdì 15 dicembre alle 18.00, nelle sale del Complesso Monumentale di San Domenico, a Cosenza, si è inaugurato il BoCs Art Museum, il Museo d’Arte Contemporanea dedicato al progetto di Residenza artistica più grande d’Europa a cura di Alberto Dambruoso. All'interno anche una mia opera donata al Museo frutto della Residenza svolta ad ottobre.


Settembre 2017

artisti italiani espongono nella galleria kunsthausrot di köniz in Svizzera per una mostra fuori dal comune ventodalmediterraneo artistisciroccati Volume4


Agosto 2017 

Face to Face
The maieutic machine

un progetto di Giorgio de Finis

{in collaborazione con Marinella Breccola, Carmine Leta, Martin Figura, Saskia Menting, Francesco Marzetti, Martapesta, Regula Zwicky}


La VII edizione dell’appuntamento di Montefiascone con l’arte contemporanea prevede la messa in atto di un dispositivo esperienziale volto a portare alle estreme conseguenze la relazione artista/pubblico.
Ciascun visitatore, varcato il portone e firmata una liberatoria, inizia il suo giro di giostra. Al suono della campanella inizia la “lezione”, l’incontro. Visitatore e artista restano soli nella cella chiusa dall’esterno per la durata di 10 minuti. L’artista propone al visitatore un argomento, una riflessione, un’azione (molti interventi saranno performativi e ludici); talvolta è l’artista che si mette in ascolto, chiedendo lui di poter imparare qualcosa (ciascun individuo è portatore di conoscenza). Passati i dieci minuti, suona la campanella. La conversazione o l’azione si interrompe. Il visitatore lascia la cella in cui si trova ed entra nella successiva, dove si ricomincia, senza soluzione di continuità, fino all’uscita. A volte nella cella potrà esserci solo un telefono, con un numero da chiamare, o un computer connesso a skype. Alcune delle celle, oltre alla conversazione, dispenseranno té, caffé e altri generi di conforto (una ricarica di energia e una forma di ospitalità che favorirà la relazione). La stanza che concluderà il percorso (ad ostacoli) sarà attrezzata per il defaticamento.

Per due settimane l’ex carcere di Montefiascone si trasforma in un attivatore sinaptico, una macchina maieutica dispensatrice di dubbi e saperi concentrati, da assumere in pillole senza ricetta medica. Ad alimentare il dispositivo riflessivo 70 artisti che a turno occuperanno le 10 celle, ciascuno con il proprio “programma”, suddiviso in temi o azioni. Ad ogni artista sarà chiesto di preparare 10 unità.
Il catalogo restituirà l’insieme di tutte le unità, come un diagramma di flusso, oltre alla documentazione fotografica dell’esperienza.


Luglio 2017 

Urban REaction Figure- Macro Factory a cura di Acronimo


Maggio/Luglio 2017

Mostra personale RI/CIRCO/LI - GALLERIA D'ARTE TRIPHÉ ROMA  a cura di Maria Laura Perilli


Dicembre 2016

Il Piccolo Domatore, opera site specific per la mostra De Flora Et Fauna a cura di Stella Tasca - Palazzo Orsini di Bomarzo (VT)


Novembre 2016

Fantastic Metropolitans Creatures - mostra a cura di Luisa Catucci - Galleria Cell 63 Berlino


Luglio - Settembre 2016 

 "WILD STYLE" - Hangar del Maam Roma


Agosto 2016

Dream on / Dream off - Mezzagalera - Ex carcere mandamentale di Montefiascone (VT) 

grazie Giovanni De Angelis per le foto


Giugno 2016 

Ultima mostra personale curata da Giorgio de Finis presso la sala Orsini di Palazzo Chigi a Formello (RM), all'interno del progetto DIF Museo Diffuso di Formello - visitabile fino al 30 giugno 2016!


Maggio 2016 - "T-Rex"

opera realizzata per il DIF di Formello Roma


Novembre 2015

splendida collaborazione con Livia Risi, amica e stilista romana, una serie di maglie con 4 soggetti dalla serie "ossa" stampati su fantastiche maglie dal sapore sartoriale.


Aprile 2015

Fondazione Pistoletto Biella (TO)  "Insieme"  opera collettiva a cura di Giorgio de Finis


Settembre 2014



Settembre 2014

Elephant in the Room - lavoro site specific per il MAAM di Metropoliz di Roma


Ottobre 2013

OSSA PARTENZE E VERGINI

Dopo quasi tre anni di collaborazione la Galleria Fondaco presenta la mostra Ossa, Partenze e Vergini di Francesco Bancheri, sulla scena romana da diversi anni, con numerose collettive e personali. Tre allestimenti monotematici che si seguono a distanza di una settimana l’uno dall’altro e poi tutti e tre insieme per la quarta e ultima settimana.

A cura di Flora Ricordy, Francesca Marino e Barbara Martusciello.

comunicato stampa:

Tre allestimenti monotematici che si seguono a distanza di una settimana l’uno dall’altro e poi tutti e tre insieme per la quarta e ultima settimana. 

Le tre esposizioni presentano il lavoro già noto per il suo sapore vintage e per la personalissima interpretazione del collage realizzato esclusivamente con carte di giornale non dipinte, vergini, e con il quale Bancheri crea opere inequivocabilmente contemporanee, pur richiamando ad atmosfere e a nostalgici ricordi di oggetti del secolo passato, prevalentemente anni ’70, saccheggiando da vecchi libri di anatomia, da modelli di automobili e mezzi di trasporto della metà del secolo scorso, da oggetti molto diffusi in epoca recente ma superati e oggi in disuso come le musicassette. 

Bancheri dipinge su tela con la carta; a volte, con discrezione, usa pennello e colore. Realizza opere che spesso inserisce in teche di plexiglass quasi a farne delle icone o dei nuovi oggetti “sottovetro” che sembrano sopravvissuti al passare del tempo e che fuori del tempo si collocano oggi in una dimensione soggettiva assolutamente personale, forti di una propria identità, spesso trasformata o trasfigurata, ma comunque reale e soprattutto in contrasto con il contesto in cui si trovano a vivere. Le opere di Francesco Bancheri sono dinamiche: animali che camminano, mezzi di trasporto che partono, musicassette che girano. Tutti i suoi soggetti procedono, ma lentamente, rallentati ulteriormente dal contrasto con il contesto che si agita in modo vorticoso e nel loro avanzare si avverte il peso della loro identità. La lentezza dell’elefante, l’automobile che cammina nel traffico della metropoli, il dirigibile e la mongolfiera che salgono piano e procedono nel cielo infinito al disopra del caos e la musica che scorre sul nastro, incisa in un tempo noto ma ormai lontano, sono elementi che trattati e rappresentati con grande attenzione al dettaglio e con raffinato gusto toccano il cuore e l’anima di chi guarda materializzando un’intimità di ricordi e sentimenti spesso nascosta, sommessa, che viene così riportata alla luce e che diventa visibile e presente malgrado la velocità e la confusione … anche al buio. 

Questo procedere lento di Bancheri bene corrisponde al suo atteggiamento critico nei confronti del presente. Bancheri vive e interpreta il suo tempo in modo contemporaneo ma frena perché il vortice e la velocità che caratterizzano quest’epoca non gli appartengono. E il suo frenare è un po’ come andare controcorrente. Bancheri è un contestatore ed è, pacificamente e a suo modo, rivoluzionario. Il suo lavoro è come se procedesse con una velata e costante, ragionata, contraddizione: le sue serigrafie impiegano la tecnica che nasce ai fini della riproducibilità dell’opera, ma sono tutti pezzi unici, la lastra stampa su basi di carte a collage da lui preparate una ad una e sono quindi una diversa dall’altra. Bancheri ama viaggiare ed è affascinato dagli spostamenti, ma predilige mezzi lenti e li rende improbabili; la sua passione per gli animali ne esalta lo scheletro, ciò che rimane dopo la vita e dopo che scompaiono muscoli e carne. 

Come scrive di lui Barbara Martusciello, Bancheri sceglie un registro “unplugged” per comunicare, eliminando i rumori di fondo e riportando così l’attenzione all’essenziale. Un' attenzione che può offrire l'opportunità di non perdersi in un’epoca e in un contesto che correndo troppo veloci rischiano di far lasciare indietro quanto di sano è ancora presente.